Stretching

I Segreti dello Stretching Power-Flex – Come svilluppare una grande Flessibilità, a tutte le età ed in modo veloce

Postura nella spaccata frontale

Stretching

 

Domanda

Mi chiamo Samuele e pratico le Arti marziali. Leggendo il tuo libro Power-Flex Stretching ho notato di non aver chiaro un passaggio. Tu dici di mantenere il busto il più verticale possibile durante l’esecuzione degli esercizi di PNF isometrico per la spaccata frontale ma successivamente, nel paragrafo in cui parli della meccanica articolare del bacino, dici che è impossibile eseguire una spaccata frontale in piedi, a meno di non inclinare il bacino avanti in modo da liberare l’articolazione.

Risponde David De Angelis

Se ti stai allenando per eseguire la spaccata frontale in piedi devi cercare di fare in modo da mantenere il busto il più verticale possibile, sempre mantenendo la corretta posizione del bacino.
Ciò significa scendere nella posizione con le punte dei piedi in avanti e mantenendo il busto leggermente inclinato (senza flettere eccessivamente il busto da renderlo parallelo al suolo), oppure mantenendo le gambe ruotate in fuori ed il tuo bacino in posizione “fisiologica”, ovvero verticale. Come ho già spiegato, mantenere il busto il più alto possibile significa inclinare leggermente il bacino in avanti, in modo da liberare i legamenti e permettere alla protuberanza ossea chiamata “grande trocantere” di recedere dietro al
bacino e permettere di non trovare ostacolo osseo in esso; nello stesso tempo, la posizione di flessione non deve essere esagerata portando il busto parallelo al suolo. Questa flessione del busto/bacino in avanti aumenta il grado di apertura ma non ti permette di arrivare istantaneamente in spaccata a meno che tu non sia già allenato per questo.
Un esempio di errore nell’allenamento della spaccata sagittale: la gamba posteriore, mantenuta extraruotata, permette di scendere di più nella posizione di spaccata, tuttavia questa non è la posizione migliore per allungare e rafforzare il muscolo che dovrebbe essere messo in tensione, il muscolo ileo psoas. Il risultato è che in questa posizione di extrarotazione riesci a scendere di più nella posizione ma ti stai ingannando. In breve: mantieni sempre il corretto e fisiologico allineamento articolare in modo da rendere efficace al massimo l’azione di allungamento e rafforzamento, sempre senza stressare le articolazioni. Non superare il tuo livello attuale di adattamento, ma rispettalo. Con il tempo e la giusta applicazione migliorerai.

Se forzi l’allungamento in certe posizioni, costringendo i tuoi muscoli a  sovrastirarsi, danneggi il tessuto connettivo, compromettendo grandemente i tuoi risultati. Il Segreto dello stretching è: rendere comoda” la posizione di allungamento anche se attualmente la si percepisce come “estrema”.

L’aumento graduale della forza e della stabilità articolare nelle posizioni estreme permette ai recettori neuromuscolari di inviare un segnale di “sicurezza”, inibendo quindi una contrazione muscolare che si verificherebbe nel caso che la posizione venisse percepita come “pericolosa” per l’integrità delle fibre muscolari e del tessuto connettivo. Se il corpo/muscolo si sente a suo agio in una delle posizioni estreme di allungamento, esso si rilassa di conseguenza. Allungare un muscolo per modificarne la struttura non è abbastanza, occorre renderlo capace di sostenere in maniera sicura il carico al quale viene sottoposto in ogni grado di allungamento: questo scopo può essere raggiunto con gli esercizi di stretching dinamico e di PNF isometrico, i quali sviluppano forza e flessibilità nello stesso tempo. Questo è il motivo per i quale i classici esercizi di allungamento passivo non permettono in genere importanti aumenti nella
flessibilità come gli esercizi di allungamento e rafforzamento (esercizi dinamici di forza ai gradi estremi di allungamento e di PNF isometrico).

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